Metodi e percorsi

“E’ viva oggi l’esigenza di rilanciare gli obiettivi della presa in carico delle persone con disturbo mentale sulla base dei criteri di tempestività, promozione e sviluppo delle potenzialità di vita, continuità, empowerment.

Facendo nostra questa prospettiva e le linee guida internazionali dell’OMS, il consorzio Zona 180 intende mettere a sistema un quadro integrato d’interventi:

  1. Un approccio centrato sulla persona e sulle sue capacità relazionali: i nostri interventi mirano ad inquadrare e definire Progetti Terapeutici e Riabilitativi Individualizzati che mirano attraverso l’analisi dei bisogni e delle potenzialità degli utenti coinvolti a creare percorsi di cura che tengono conto delle difficoltà e potenzialità individuali e specifiche. Un approccio basato sul Case Management che da un ruolo di massima importanza all’operatore di comunità, ossia un’operatore con conoscenze e capacità multiple in grado di aiutare la persona in difficoltà ad orientarsi nell’accesso e nella fruizione dei Servizi di riferimento operanti nel territorio, facendo da raccordo tra i servizi stessi e garantendo maggior continuità ed incisività nella presa in carico dell’utente. L’operatore, seguendo le indicazioni dell’equipe multidisciplinare, può favorire la presa in carico dell’utente oltre ad offrire utili informazioni ecologiche (ossia interne al contesto di vita della persona) all’equipe stessa che può, in questo, attuare strategie di intervento più efficaci. Grazie a questo approccio alternativo si attua un “Processo di collaborazione che valuta, verifica, attua, coordina, monitora le opzioni e i servizi richiesti per soddisfare i bisogni di benessere di un individuo, usando la comunicazione e le risorse disponibili per promuovere la qualità e contenere i costi” (Case Management Society of America, 1995). Tale impostazione consente di affrontare al meglio le situazioni complesse, non scindendo la persona nella somma dei singoli problemi che lo affliggono, ma con un apporto multisettoriale e una valutazione complessiva della situazione di vita in cui l’utente ha una parte attiva e propositiva nella definizione del proprio percorso di cura. Gli obiettivi di un tale approccio sono un migliore accessibilità ai servizi, maggiore continuità, flessibilità ed efficienza nel percorso di cura.

  2. Un approccio basato sul Training Assertivo di Comunità ed il “Budget di Salute”: il fine è creare una rete attorno alla persona con disagio mentale; una rete in grado di seguire la persona a 360 gradi e sostenerla tramite interventi mirati all’autonomia, allo sviluppo di interessi e alla strutturazione di momenti di integrazione con la cittadinanza in grado di far uscire dall’isolamento e dal pregiudizio sociale tali persone. Ovvero un approccio che intende agire sulle variabili che più incidono sulla prognosi negativa nel trattamento dei disturbi mentali. Per tali motivi diviene utile sostenere i Progetti Terapeutici-Riabilitativi attraverso investimenti economici, i cosiddetti “Budgtet di Salute”, mirati sugli obiettivi e bisogni specifici della persona: tali investimenti sono la sintesi delle risorse economiche, professionali ed umane in grado di innescare processi di riabilitazione, formazione, accesso al lavoro integrando le risorse sanitarie e sociali in percorsi che tengano conto di una valutazione complessiva delle risorse e dei limiti dell’utente coivolto.

  1. Implementare percorsi di cura volti alla dimensione sociale dei diritti di cittadinanza come l’abitare, il lavoro, le relazioni, il contesto competente e supportivo al fine di appianare le disuguaglianze sociali attraverso la creazione di punti di incontro e collaborazione tra servizi e collettività locali e di attuare una sinergia migliore nella presa in carico del cittadino. Riconvertire e riqualificare le risorse esistenti attraverso interventi che mirano a prevenire l’emergenza e a creare processi economici innovativi e sostenibili maggiormente

  1. Intercettare e monitorare i rapidi cambiamenti nella domanda e nei bisogni della Salute Mentale della cittadinanza attraverso attività di screening e valutazione al fine di migliorare la capacità di adattamento e risposta dei servizi sanitari. Secondo diversi studi internazionali, il numero complessivo delle persone affette da disturbi emotivi comuni (ansia, depressione, sindromi subliniche, somatizzazione, ecc.) è in aumento da diversi decenni e la richiesta di aiuto professionale è in crescita con il conseguente aumento nell’uso di farmaci e nella richiesta consulenze nel pubblico e privato. L’OMS ricorda che è proprio da questi disturbi che proviene il più alto carico di disabilità, superiore anche alle malattie oncologiche e cardiache (Ministero della Salute, 2007). Per tale motivo, intendiamo fornire una risposta qualificata e accessibile a tutti tramite consulenze gratuite rivolte alla cittadinanza e percorsi di cura a costi sociali, da una parte, e offrire soluzioni e spazi di aggregazione e formazione per ridurre il forte impatto delle variabili psico-sociali legate all’attuale crisi economica nell’insorgenza di tali disturbi.

  1. Creare contesti di supporto per le famiglie in modo da aiutarle attraverso interventi psico-educativi e di mutuo aiuto ad affrontare le diverse problematiche di salute e la scarsa autonomia dei familiari con disagio mentale.

  1. Orientare e supportare le persone nella ricerca di lavoro e favorire contesti di partecipazione in grado di progettare e delineare nuove possibilità lavorative per le persone con disagio mentale.

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