Cosa facciamo

La realtà dei servizi psichiatrici appare sempre più bisognosa di sperimentare nuove modalità di intervento e di presenza sul territorio (complici anche la scarsità di fondi e risorse umane a disposizione).

Il Consorzio Zona180 nasce dalla volontà di diverse realtà del Terzo Settore, operanti nell’ambito della Salute Mentale, di mettersi in rete per implementare ed integrare i propri servizi, in un quadro complessivo di interventi volti alla promozione della salutealla prevenzionealla strutturazione di percorsi terapeutico-riabilitativi e di sostegno alle famiglie delle persone con disagio mentaleDa queste riflessioni nasce l’idea di integrare e mettere in rete interventi capaci di coniugare salute e socialità, cura e speranza, ascolto e partecipazione, rivolto ad accogliere la sofferenza e valorizzare la persona. La difficoltà di attivare energie in tutte quelle situazioni che, non ancora definibili come gravi, rischiano di diventarlo se non sostenute da progettualità capaci di fornire una risposta pronta sia alla sofferenza che alla solitudine.

serviziLe diverse realtà che hanno preso parte a questo progetto collaborano, ormai da diversi anni, con il Centro di Salute Mentale in Piazzale Tosti 4 dell’Asl Roma C dove si sono incontrate e conosciute, al fine di creare sinergie operative utili per l’utenza coinvolta nei propri progetti e servizi. Proprio dalla pratica professionale.

La conoscenza reciproca, utile ai nostri operatori e professionisti della Salute Mentale, ha permesso la creazione e implementazione di percorsi di cura efficaci e integrati. Da tale collaborazione concreta, sono emerse tutte le potenzialità di un approccio di Salute Mentale basato sulla creazione di una rete sociale attorno all’utente. Una rete in grado di individualizzare l’intervento in base alle esigenze peculiari della persona con disagio mentale. Per tale motivo, abbiamo deciso di formalizzare questa collaborazione con la costituzione del Consorzio al fine di offrire un modello operativo di cura e assistenza ben radicato nel territorio romano.

IMPRESA SOCIALE

L’impresa sociale ha l’intento di “territorializzare” l’offerta di aiuto, intendendo con il temine “territorializzazione” sia la presenza in spazi sociali significativi (quindi al di fuori dei luoghi convenzionalmente assegnati all’Istituzione), sia nel senso di migliorare e potenziare il collegamento tra i Servizi e la cittadinanza e potenziare i rapporti con le Associazioni, gli Enti no profit e le scuole al fine di costruire reti e spazi in grado di prevenire, accogliere e sostenere i percorsi di cura delle persone con disagio mentale con innovative forme di integrazione socio-sanitaria.

In questa dimensione l’INTEGRAZIONE tra le persone e tra i servizi si sostanzia in una pratica quotidiana: è AGITA dai diversi soggetti coinvolti a livello istituzionale ed individuale; ELABORATA nei differenti piani di competenza del sapere scientifico e professionale; VERIFICATA all’interno degli stessi processi nel mentre vengono attivati.

Questo modello operativo ha le caratteristiche della “impresa sociale” (Rotelli, 1991) che, a differenza dell’assistenza sociale, basata sul concetto di mantenimento delle risorse, è caratterizzata da una forte attivazione delle risorse che spesso sono considerate inesistenti, inutilizzabili e comunque improduttive. Lavorando, invece, sulla trasformazione qualitativa, sulla riconversione delle risorse esistenti tramite la messa in rete e l’integrazione delle risorse e dei diversi strumenti operativi, si crea “benessere”, si riconoscono “diritti”, si produce “cittadinanza” ( O. De Leonardis, 1998). L’obiettivo è promuovere la salute mentale di comunità attraverso la realizzazione di interventi volti ad una crescente autonomia e responsabilizzazione della persona con disagio mentale e la creazione di contesti operanti nel territorio in grado di produrre integrazione sociale e opportunità culturali.